La situazione delle banconote in India, almeno nelle città, sta tornando lentamente a una simil-normalità. Intanto si avvicina il momento in cui il governo, assieme alla Reserve Bank of India (Rbi), dovrà tirare una riga e fare un bilancio dell'intera operazione demonetizzazione. I numeri diffusi per ora non sembrano molto incoraggianti.


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A New Delhi le code ai bancomat si stanno sfoltendo e la ressa alle banche per accedere al credito è quasi scomparsa. Si tratta di una prima buona notizia parziale, anche se nelle città di seconda e terza fascia - per non parlare delle campagne - il ritorno alla normalità totale appare ancora un miraggio.

Dal primo gennaio la Rbi ha aumentato il limite di prelievo giornaliero dal bancomat a 4500 rupie e, secondo i dati forniti dalla banca centrale indiana, diecimila miliardi di rupie in nuove banconote sono stati reintrodotti in circolazione nel paese, rispetto ai 17.500 miliardi di rupie in banconote da 500 e 1000 rupie «demonetizzate» dall'8 novembre.

L'esecutivo di Modi e la Rbi hanno anche diffuso le cifre parziali relative al numero di banconote depositate nelle banche indiane fino al 31 dicembre 2016. Indian Express riporta che, al momento, sono state depositate in banca un totale di 14mila miliardi di rupie in banconote fuori corso. Togliendo le riserve di 500 e 1000 rupie rimaste nelle banche prima dell'8 novembre, secondo i calcoli del governo mancano all'appello solamente 750 miliardi di rupie, realisticamente soldi rimasti fuori dalle banche poiché «black money», quindi non giustificabili allo sportello al momento del deposito.

La cifra, per stessa ammissione dell'esecutivo, è decisamente più bassa delle stime fatte alla vigilia dell'8 novembre, quando il governo riteneva che dal setaccio della demonetizzazione sarebbero rimasti fuori dal sistema bancario ben tremila miliardi di rupie (pari a 41 miliardi di euro, cioè un quinto di tutte le rupie demonetizzate): tutti soldi indirettamente sfilati alle attività illegali foraggiate dal «black money» come lo spaccio di droga, il terrorismo, traffico di esseri umani, transazioni illegali in compravendita di proprietà.

Una pessima notizia per il governo, che ora rischia di dover presentare, dati alla mano, un bilancio complessivo della demonetizzazione decisamente al di sotto delle aspettative. Rimane da capire quando arriverà la resa dei conti, poiché le operazioni fiscali post demonetizzazione si annunciano non proprio immediate.

Oltre al lavoro degli ispettori del fisco, che dovranno scandagliare la bontà di tutti i depositi superiori a 250mila rupie, le autorità competenti dipendenti dalla Rbi avranno anche il compito di controllare quante delle vecchie banconote depositate fossero contraffatte, passando l'intera mole di banconote attraverso delle macchine apposite. Le operazioni, sempre secondo Indian Express, al momento richiederebbero non meno di 600 giorni di lavoro, quasi due anni. Per questo il governo sta pensando di esternalizzare parte del processo a compagnie private. Non è chiaro se, una volta capito quante banconote erano false, il governo prenderà provvedimenti sui singoli detentori di banconote false o se, più probabilmente, l'esito del conteggio avrà solo un valore statistico.

@majunteo

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