I NUMERI DI EAST

Sono disponibili alla lettura gli articoli dei numeri arretrati. Per i numeri più recenti è disponibili gratuitamente una selezione di articoli scelti dalla redazione.
  • Maggio/Giugno 2016

    Maggio/Giugno 2016 BREXIT, SUICIDIO DI MASSA Dal 2 maggio in edicola, in libreria e in digitale il nuovo Eastwest! Copertina Stress in Gran Bretagna! Ancora una volta il Regno Unito va alle urne per pronunciarsi sulla propria vocazione europea. L’azzardato referendum avrebbe dovuto (anche) consolidare la posizione politica di Cameron ma il risultato è a oggi imprevedibile e Cameron rischia di essere lui stesso abrogato, dal suo popolo e dal suo partito. All’Europa dispiacerebbe dire Bye Bye al Paziente Inglese ma….eliminare in partenza i temuti ‘Bianchi’ dagli Europei di calcio potrebbe consolare alcuni….e Londra potrebbe diventare una comoda dependance di New York, evitandoci il jet...

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  • Marzo/Aprile 2016

    IL RITORNO DEGLI AYATOLLAH Dal 1 marzo in edicola, in libreria e in digitale il nuovo Eastwest! Copertina Dopo quasi 40 anni di isolamento internazionale l’Iran degli ayatollah torna sui mercati e sullo scacchiere diplomatico globale, potenziale partner strategico dell’Occidente per la gestione delle crisi mediorientali. La ‘riabilitazione’ del regime sciita non è priva di contraccolpi sugli equilibri regionali. L’arcipelago Islam analizzato da vari punti di vista. L’Unione europea deve ritarare la bussola per affrontare le burrasche che imperversano all’orizzonte. Spetta ancora alla Nato difendere le frontiere dell’Unione? La risposta è urgente... Europa Protagonista italiana ed...

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  • Gennaio/Febbraio 2016

    SENZA PAURA ! Dal 2 gennaio in edicola, in libreria e in digitale il nuovo Eastwest! Copertina 'Senza paura', dialogo e crescita contro il panico e il terrorismo, queste le ricette del Giubileo della Misericordia di papa Bergoglio e del Quantitative Easing di Mario Draghi.  Molte strade portano in Europa in questo Anno Nuovo che si avvia. Alla prova non solo la classe dirigente e l’intelligence ma l’intera società civile europea, che ha più potere e responsabilità di quanto essa stessa pensi. Europa L’integrazione inizia anche dalla Storia, dal riconoscimento delle diverse identità e delle relative esigenze, spesso contrapposte. Europa Ovest ed Europa Est, unite ma diverse,...

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  • n.62 novembre/dicembre 2015

    FINALMENTE  MERKEL ! Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 2 novembre. Copertina ‘Ce la faremo’ dichiara Angela Merkel dando avvio al nuovo capitolo dell’accoglienza tedesca e subito diventa ‘virale’: personaggio dell’anno la incorona anche un sondaggio fatto tra i lettori di East subito dopo la storica dichiarazione. Protagonisti di questa svolta epocale, i rifugiati siriani che con la testimonianza della loro resistenza e vitalità rappresentano un’opportunità per l’Unione Europea di prendere coscienza politica di se stessa. Europa La geografia economica e culturale del Mediterraneo al centro della Conferenza MED Mediterranean Dialogues, a Roma a...

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  • n.61 settembre/ottobre 2015

    GUERRE D’EUROPA Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 1 settembre. Copertina Europa come Idea ed Europa come Fortezza: come evitare lo scontro e i populismi irresponsabili che lo alimentano. Javier Solana e Aleksander Kwasniewski invitano a una rigenerazione democratica dell’Europa come unica ricetta contro un’involuzione pericolosa. Mentre l’invasione, secondo i numeri, non c’è. Europa Sembra scherzare col fuoco il Regno Unito, utilizzando la sua relazione con L’Unione Europea come timone per risolvere la crisi politica interna. Il Vaticano punta tutto sugli scenari internazionali mentre la politica italiana si trasforma in un Laboratorio i...

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  • n.60 luglio/agosto 2015

    IL DILETTANTE Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 1 luglio. Copertina Il treno in corsa chiamato Grecia: deraglio o tenuta? Dal punto di vista greco e dal punto di vista europeo si osserva la tragedia greca contemporanea. Ci s’interroga sui potenziali effetti dell’exodos ma anche sulle cause che hanno portato il Paese fuori controllo: la classe dirigente greca e i grandi evasori greci.   Europa Fino a quando il continente delle grandi civiltà sarà terra di arrembaggio selvaggio? Riuscirà l’Europa a civilizzare se stessa alle prese con il fenomeno dell’immigrazione? Mentre il ‘muro di Dublino’ vacilla vari ‘signorotti’ locali sognano...

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  • n.59 maggio/giugno 2015

    MIRACOLO A MILANOIl nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 1 maggio. Copertina Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, a Milano un esercizio di cittadinanza globale. Ma anche un’Expo delle Imprese, opportunità unica di business matching. Le ricadute economiche dell’Esposizione universale. Europa Non uniti ma non divisi, l’azione parallela Merkel/Draghi si fa più concreta e SuperMario acquista sempre più fisionomia politica. Il Regno Unito senza centro di gravità rischia la frantumazione elettorale. Sulle montagne russe, l’Ucraina corre verso il default come verso una luce e il rublo in picchiata porta Putin alle stelle. Mentre il tandem greco arranca, la...

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  • n.58 marzo/aprile 2015

    GUERRA SANTA! Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale dal 1 marzo. Copertina The Charlie Effect spiega perché lo scontro tra Islam e Occidente è una storia sbagliata. L’Isis si fa ricco e la Rete Oracolo non ha dubbi sui nodi cruciali del 2015. Europa Mentre Samantha e Rosetta esplorano con successo il cosmo, East-West spiega perché chiudere le frontiere non è una soluzione all’infiltrazione dei Foreign Fighters.  La crisi ucraina divide Oriente e Occidente ma unisce gli ultras sugli spalti e risveglia il panslavismo. Un’Unione Europea timida e incompleta è vantaggiosa solo per le sue élites, la vera integrazione giuridica farà la...

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  • n.57 gennaio/febbraio 2015

    Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale a partire dal 1 gennaio. Ebola viene da lontano, una testimonianza dall'Africa dei Medici Senza Frontiere. Allo studio i vaccini e le terapie. L'impatto sociale e economico del virus in Africa occidentale. Europa: l'Irlanda dopo la crisi, l'oro nero in Groenlandia, la sfortuna non risparmia gli Windsor d'Inghilterra. L'esercito tedesco è in ritirata mentre nei Balcani si vendono servizi militari, ma contro l'Isis la guerra è culturale. L'Ucraina naviga decisa verso ovest, mentre la Francia tira a campare. L'Italia dà voce a una campagna mondiale contro la violenza sulle donne e nel frattempo si attende la comparsa...

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  • n.56 novembre/dicembre 2014

    Quando c'era Rambo Il nuovo numero di East è in edicola, in libreria e in digitale a partire dal 1 novembre. Con il numero la testata compie dieci anni, un compleanno da celebrare con una nuova e più fresca impostazione grafica. Copertina: Obama, Rambo e una lettura aggiornata dell'Impero Americano. Europa: il fascino della borghesia diventa sempre più discreto – al punto che rischia di svanire... L'erotismo mercenario tira su la Germania, mentre il regno inglese tira un sospiro di sollievo dopo lo stress da referendum scozzese. L'Irlanda del Nord 'orangista' porta rancora per fatti di oltre trecento anni fa – figuriamoci per quelli dei decenni scorsi. La Polonia ha una ricetta per i...

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  • n.55 settembre/ottobre 2014

    Il nuovo numero di EAST Global Geopolitics è in edicola e in libreria dal primo settembre. Peccati di omissione e di politica estera: Romano Prodi e il suo consigliere militare, il Gen. Giuseppe Cucchi, offrono spunti freschi sugli errori occidentali in Medio Oriente che hanno dato la stura a fenomeni come il nuovo (e molto sanguinoso) ‘Califfato’. Un brillante futuro alle spalle? Barack Obama è alle prese con una spettacolare caduta di popolarità negli Usa, dove per molti sondagisti il suo indice di gradimento è ormai inferiore a quello di George W. Bush. Commenti paralleli dell’europeo Danilo Taino e dello statunitense Talbot Logan.Sulla mucca pazza, l’aviaria e la peste suina...

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  • n.54 luglio/agosto 2014

    Il nuovo numero di East Global Geopolitics è in edicola e in libreria dal 1 luglio. Spronati forse dall'abdicazione di Juan Carlos di Spagna, in questo numero ci occupiamo di alcuni 'sovrani' moderni: il turco Tayyip Erdoğan, criticato quanto insostituibile, l'ungherese Viktor Orbán, poco amato all'estero e con grande consenso in patria, il francese François Hollande, impopolare invece un po' ovunque. Per vedere le cose in prospettiva, anche un ritratto di Pietro il Grande, che ha posto le basi della Russia di oggi. Il primo imperatore "di tutte le Russie", mise una tassa sulle barbe e conquistò (per la prima volta) la Crimea. Centinaia di milioni di persone sono state chiamate al voto...

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  • n.53 maggio/giugno 2014

     Il nuovo numero di East Global Geopolitics è in edicola e in libreria dal 2 maggio.La copertina - “Il Diavolo veste Putin” - è dedicata al presidente russo, nel bene e nel male l’uomo dell’ora. L’alternativa a una guerra per l’Ucraina - che nessuno vuole né può permettersi - e di finire “a letto con il diavolo”, secondo il graffiante commento dell’editore di East, Giuseppe Scognamiglio.Il direttore, James Hansen, osserva come l’annessione della Crimea smentisce definitivamente la “Teoria McDonald’s della Pace” secondo la quale due paesi dove’è presente la catena non possono entrare in conflitto militare tra loro - ma siccome business is business, mentre McDonald’s lascia, arriva...

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  • n.52 marzo/aprile 2014

    Il nuovo numero di EAST Global Geopolitics è in edicola dal 1 marzo. Prigionieri del destino, come scrive il direttore editoriale James Hansen introducendo i temi di geopolitica affrontati in questo numero. Il destino insulare spiega in parte il paradosso inglese fuori dall’Europa fuori dal mondo, come ancora tangibile appare la storica diffidenza dell’Europa verso la Turchia, i cui cittadini hanno ancora bisogno di visto per viaggiare all’interno della UE.La Germania è ancora tormentata dal crollo del marco durante la Repubblica di Weimar, un episodio di 90 anni fa.La Francia non riesce a dimenticare il suo impero africano come l’Iran non sembra ancora essersi messo alle spalle l’impero...

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  • n.51 gennaio/febbraio 2014

    EAST 51, in edicola dal 2 gennaio al nuovo prezzo di 8 euro, con un formato rinnovato e, soprattutto, con la direzione editoriale di James Hansen offre, sempre di più, contenuti di qualità, esclusivi, originali e sorprendenti sulla geopolitica globale. EAST 51 introduce la sezione 'Diplomazia'. Le Relazioni Internazionali non sono più monopolio dei Ministeri degli Esteri e della diplomazia ufficiale, i 'nuovi diplomatici' - le ONG, le grandi banche, le multinazionali..- si avvalgono di metodi meno accademici, forse meno polverosi... Bill Emmott spiega in questo numero perchè la Crisi Economica non è questione di soldi. L'Europa ha ancora problemi di Comunicazione, mentre la Mafia ha...

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  • n.50 novembre/dicembre 2013

    EAST 50, in edicola dal 1° novembre in un formato più snello e rinnovato nei contenuti, ospita interventi di Sergio Romano sull’espulsione della moglie del dissidente kazako Ablyazov, di Sandro Gozi sulle prossime elezioni europee e di Franco Bernabè sui rischi di un web soffocato dal crimine e dallo spionaggio. Il corrispondente BBC David Willey analizza l’impatto del “Papa pop”, Jorge Mario Bergoglio, e Peter de Vrai racconta del discorso al popolo con cui la Regina Elisabetta avrebbe dovuto annunciare un attacco nucleare sovietico. Si parla inoltre - tra i molti temi trattati - dei “fratelli di sangue” della guerra civile siriana, dei progetti futuri di Angela Merkel e delle nuove...

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  • n.49 settembre/ottobre 2013

    I nuovi campioni è il titolo di east49, disponibile in edicola, libreria,  pdf e su Apple-store a partire dal 1 settembre 2013. Giuliano Amato esplora i dilemmi del voto alla vigilia delle elezioni europee della prossima primavera: quale nuovo Parlamento europeo aspettarsi? I nuovi campioni è il titolo del dossier di approfondimento sui cosiddetti BRICS, il club delle potenze emergenti, e sui MIST, il club dei nuovi arrivati. I nuovi campioni sono ricchi ma anche poverissimi, robusti e fragili, una fornace di contraddizioni sociali e politiche che stanno animando le vitalissime piazze di questi paesi.  La sfida è globale spiega il Commissario europeo per il Commercio Karel De Gucht:...

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  • n.48 luglio/agosto 2013

    Le tigri d’Oriente è il titolo di east 48, disponibile in edicola, pdf e su apple-store a partire dal 1 luglio 2013. Emma Bonino, Ministro degli Affari Esteri italiano e europeista convinta, esamina l’Europa di oggi, la sua vulnerabilità e le sue potenzialità. Temi che saranno oggetto dell’east Forum di Roma che lei stessa introdurrà l’11 luglio. Le tigri d’Oriente è anche il titolo del dossier di approfondimento sull’India e la Cina, i due giganti che dettano i ritmi della crescita planetaria. Condannate a correre: potenze straordinarie ma anche pericolose fragilità. La tigre e l’elefante: un confronto fatto di grandi successi e terribili contraddizioni, gioventù, crescita, velocità ma...

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  • n.47 maggio/giugno 2013

    Ultimo Spettacolo è il titolo di EAST 47, disponibile in edicola, pdf e su apple-store a partire dal 1 maggio 2013. Ultimo Spettacolo è anche il titolo del dossier di approfondimento sull'Europa, quella vicina e quella lontana, quella nota e quella meno nota. Dai giochi pericolosi di Bruxelles e Francoforte alle vergini giurate dell'Albania, dal dio dei managers al mercato delle principesse rom. L'Europa non vive di solo euro, ricordano Renato Ruggiero e Giuseppe Scognamiglio, nel loro editoriale e il taccuino da Bruxelles passa in rassegna le regole del gioco. Dalla Russia a Cipro, dall'Irlanda alla Turchia, dalla Spagna alla Slovenia, dalla Grecia all'Ungheria… un racconto europeo...

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  • n.46 marzo/aprile 2013

    L’Inverno Arabo è il titolo di east n.46, disponibile in edicola, online e su apple-store a partire da oggi, 1 marzo 2013. Il nuovo numero di east, che inaugura una nuova versione della rivista da un punto di vista grafico ed editoriale, da avvio al nuovo anno con un Dossier dedicato all'eredità delle Primavere Arabe nei Paesi dell’area mediorientale: Tunisia, Marocco, Libia, Egitto, Qatar, Siria e Iran. All’interno del Dossier, importanti firme italiane e internazionali offriranno un’analisi dettagliata e documentata di conquiste, delusioni e perplessità delle rivolte mediorientali nate nel 2011. Tante le testimonianze, i reportage, le schede di approfondimento dei Paesi ritratti e,...

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  • n.45 dicembre 2012

    L’odore dei soldi è il titolo di east n.45, che potrete acquistare direttamente da questo sito o in edicola e libreria a partire dal 7 dicembre 2012. Il numero di dicembre ha un Dossier dedicato al tema dei Rifiuti: apre la sezione l’articolo “La spazzatura 2.0” di Simone Pieranni, accompagnato dalle foto di Luigi Balzelli sui rifiuti tecnologici in Asia, seguito da un interessante articolo su iCloud e i rifiuti digitali, a firma di Bruno Perini. Pietro Veronese firma invece “L’eredità africana di Steve Jobs”, mentre Edoardo Di Biasi tratta il tema della spazzatura di Napoli. Per l’Europa, in questo numero Giuseppe Scognamiglio, nel suo “La sfida di Obama II”, analizza come con la...

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  • n.44 ottobre 2012

    On the road è il titolo di copertina di east 44, perché il numero di ottobre ha un Dossier dedicato ai migranti e uno speciale Usa, in vista delle elezioni americane. È anche un omaggio indiretto al film, appena uscito nelle sale italiane, che il regista Walter Salles ha tratto da un classico della letteratura di tutti i tempi, Sulla strada di Jack Kerouac. Storia di una ricerca di sé stessi e del proprio mondo attraverso un viaggio di formazione. Noi occidentali siamo abituati a interpretare così il viaggio. Per altri invece l’on the road è ancora una dolorosa necessità. Ecco perché il titolo ci è parso adeguato a presentare due temi così diversi. Nello speciale Usa non si parla...

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  • n.43 luglio 2012

    Eccoci all’ormai tradizionale numero estivo dedicato ai reportage e ai racconti di viaggio. La cover di east 43 è dedicata all’India, Paese in bilico tra una modernizzazione spinta e una realtà ancora rurale e tradizionale. Come sappiamo, anche la crescita dell’economia sembra ora registrare un forte rallentamento. È dunque l’occasione di osservare questo Paese più da vicino. E sull’India potrete leggere anche Lettera aperta di un occidentale innamorato, di Carlo Pizzati. La prima parte del nostro magazine è come sempre dedicata all’Europa, con le rubriche Sponda Ovest e Sponda Est, con l’analisi di Giuseppe Scognamiglio sulle strategie adottate dai leader dell’Eurozona e con l’articolo...

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  • n.42 giugno 2012

    Il numero di giugno è dedicato alla Russia, una scelta obbligata. Putin si è di nuovo insediato al Cremlino, questa volta accompagnato da un sempre meno sommesso mormorio di sospetti e accuse. Il ritorno dello zar è il titolo del Dossier di east 42, che apre con un articolo puntuale ed esaustivo di Astrit Dakli, profondo conoscitore di tutte le Russie. Dakli analizza il risultato delle elezioni presidenziali, le strategie internazionali del Cremlino e i futuri rapporti con i Paesi dell'ex Urss. Segue l'analisi approfondita del Centro Levada e I criceti contro Putin di Flavio Fusi, sul ruolo fondamentale del web e dei social network come avamposto della protesta e del malcontento.Per la...

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  • n.41 aprile 2012

    Ombre cinesi è il titolo del Dossier di east 41.Un Dossier interamente dedicato alla Cina, al XVIII Congresso del Partito comunista e ai cambiamenti che comporterà il rinnovamento dei vertici, alla crescita economica e agli investimenti, ma anche alle sue contraddizioni e ai suoi contrasti sociali.Lo facciamo aprendo con un'analisi puntuale ed esaustiva di Claudia Astarita sul futuro politico del Paese del Drago, alla quale segue l'articolo di Antonio Barbangelo sugli investimenti cinesi all'estero, l'approfondimento di Francesco Sisci sui rapporti di Pechino con il Vecchio continente e di Simone Pieranni sui progetti di riforma culturale attraverso i quali i cinesi sperano di aumentare...

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  • n.40 febbraio 2012

    Uno sguardo ai primi 40 numeri di east ci permette di notare le trasformazioni occorse dal 2004 a oggi nei Paesi che abbiamo osservato con il nostro magazine. Cina, India, Russia, Turchia, Est europeo: non vi è area del mondo da noi analizzata che non sia profondamente mutata in questi (pochi) anni, attraverso rivolgimenti che non hanno risparmiato l'Italia né i nostri vicini.Anche east è cambiato nel corso del tempo. Il lettore troverà da questo numero un giornale più snello, ma insieme più ricco di rubriche e analisi, utili per comprendere meglio il mondo in cui viviamo, con le sue evoluzioni e le crisi che lo attraversano.Abbiamo davanti un 2012 colmo di importanti appuntamenti...

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  • n.39 dicembre 2011

    Frau Europa non è un complimento ad Angela Merkel, che porta, anzi, pesanti responsabilità nella situazione di crisi della moneta unica. Frau Europa è la semplice constatazione del fatto che non c’è futuro per il Vecchio continente e per l’euro senza il perno della Germania. Fino all’estate 2010, forse, non lo sapevano nemmeno loro, i tedeschi, ipnotizzati com’erano dalle favole della cattiva politica, che scaricava tutte le colpe della crisi sui greci bugiardi, sui portoghesi inaffidabili e sugli italiani pasticcioni. Di certo non lo sapevano i francesi, portati a sottovalutare le debolezze della loro economia e a sopravvalutare l’asse Merkel-Sarkozy. Né lo sapevano i finlandesi e gli...

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  • n.38 ottobre2011

    È certamente presto per tracciare un bilancio dei processi politici e sociali innescati dalla caduta dell’Urss. In alcune delle ex repubbliche sovietiche, oggi indipendenti, si assiste a un continuo cambiamento di scenari, a stop and go dall’esito tutt’altro che scontato. La dimostrazione più evidente è che le elezioni tenutesi in Lettonia a fine settembre hanno visto vincitore il partito filorusso. Nella stessa Russia la situazione appare ancora fluida, come dimostrano le molte analisi dell’Istituto Levada e la dialettica fra Putin e Medvedev di cui east ha scritto anche nel numero scorso. Ciò premesso, a noi sembra evidente che quanto più lo stato delle cose resterà confuso e incerto...

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  • n.37 luglio 2011

    Che l’Europa fosse prigioniera della miopia e della modesta caratura della propria classe dirigente era cosa nota. Ma era difficile prevedere che la vicenda del debito sovrano greco finisse per essere gestita in modo tanto abominevole. Un problema che poteva essere risolto all’origine con un modesto esborso finanziario – rinviando a un momento successivo la definizione di nuove e più stringenti regole di buona amministrazione – è stato trasformato in un Moloch capace di ingoiare l’intera costruzione europea. Nel frattempo si è assistito a una performance degna del teatro dell’assurdo, in cui ciascun protagonista recitava, a uso e consumo del proprio elettorato, la parte del virtuoso o del...

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  • n.6 ottobre 2005

    Ci salverà il “solare termodinamico” su cui sta lavorando – in Spagna, dal momento che in Italia non si sono trovati né sponsor né risorse - il premio Nobel Carlo Rubbia? La comunità scientifica internazionale si guarda bene dall’affermare che vi sia una relazione diretta fra il cosiddetto “effetto serra” e gli uragani che stanno devastando gli Stati Uniti e l’Asia. Ma il dubbio che così stiano le cose si sta facendo strada molto velocemente e concretamente, come si può vedere dagli articoli della migliore stampa internazionale pubblicati nella rubrica “Punti di Vista” (pag. 143). Gli scienziati, invece, non hanno dubbi sul fatto che il Protocollo di Kyoto, pur con tutti i suoi limiti,...

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  • n.5 luglio 2005

    La scossa dei referendum sulla bozza di Costituzione europea in Francia e Olanda non era inattesa e può anzi innescare un salutare ripensamento. Ne avevano parlato Mario Monti e Sergio Romano sui numeri precedenti della rivista, lo scrivono ora Giovanni Moro ed Enrico Letta: il primo affrontando, nell’editoriale, il problema dal punto di vista dei cittadini, il secondo facendo il punto sullo stato delle finanze dell’Unione. Per parte sua, in una lunga intervista, che tocca vari temi, tra cui quello dell’Europa, l’ebreo laico Moni Ovadia sottolinea che troppo poco si è fatto e si fa per favorire la cultura europea. Intendendo per cultura il cinema, il teatro, la letteratura, le arti...

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  • n.3 febbraio 2005

    Una difesa a tutto campo delle grandi realizzazioni dell’Unione. Ma senza nascondersi le difficoltà del momento: che fare se uno o più Paesi non ratificheranno la nuova Costituzione? In una intervista esclusiva a east, Mario Monti, ex commissario europeo alla Concorrenza, propone ai capi di governo di farsi promotori di una prova d’appello. Nei termini di una seconda consultazione che verifichi una volta per tutte, là dove la Costituzione non dovesse passare, la volontà di restare o meno in Europa. Aut-aut, dentro o fuori. Un esempio? Se gli inglesi fossero chiamati oggi alle urne il responso sarebbe sicuramente negativo. I pregiudizi antieuropei diffusi a livello popolare e il...

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  • n.2 ottobre 2004

     L’accordo politico è stato raggiunto, in extremis, a fine giugno. Dal 29 ottobre ci sono anche i sigilli in ceralacca. Quale che sia il giudizio di merito, il Trattato costituzionale europeo è diventato un punto di non ritorno. Lo scrivono Renato Ruggiero, nell’editoriale che apre questo secondo numero di east, ma lo affermano anche Sergio Romano e Stefano Rodotà: il primo focalizzandosi sul ruolo decisamente ambiguo dell’Inghilterra, il secondo mettendo a confronto il sistema di garanzie europeo con la ben più collaudata democrazia americana. Collaudata, ma “ineguale”, rileva Sidney Verba, professore ad Harvard, uno dei maggiori scienziati politici contemporanei. Citando Thomas H....

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  • n.1 luglio 2004

    Cari lettori, sfogliare una nuova rivista è un dovere civico. Leggerla è un optional: dipende dal fatto di riuscire o meno a resistere agli sbadigli che inevitabilmente si accompagnano ai roboanti proclami del primo numero. Cercheremo, quindi, di non fornirvi alibi né appigli. east è una rivista internazionale di economia, politica e cultura (l’ordine degli addendi è solo in parte casuale). east è un acronimo ma è anche un manifesto: Europe and Asia Strategies, appunto. east nasce da un’alchimia sicuramente fortuita e fors’anche un po’ stravagante. Una Banca (UniCredito Italiano), che crede non nella “responsabilità sociale” in generale ma nella propria “responsabilità sociale”. Un...

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  • n.9 aprile 2006

    L'appuntamento è per il 22 e 23 di giugno, a Venezia, a Palazzo Ducale. Promosso da east, dalla Fondazione di Venezia 2000 e dalla Città di Venezia, si terrà il primo Forum sul processo di allargamento dell'Europa. "Una nuova ragione per l'Europa" è il titolo dell'appuntamento, che avrà cadenza annuale e che avrà come protagonisti politici, economisti, intellettuali e giornalisti sia della vecchia sia della cosiddetta Nuova Europa. La scelta del titolo non è casuale: l'obiettivo dei padri fondatori dell'Europa, "Mai più guerre fra noi", è stato raggiunto; si tratta ora di individuare il pilastro che possa sostenere l'Unione nella prossima fase. Al Forum interverranno i responsabili della...

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  • n.10 giugno 2006

    "Una nuova motivazione per l'Europa". È questo il titolo del primo Venice Forum promosso da east, Fondazione Venezia 2000, Comune di Venezia e UniCredit. Il Forum si terrà a Palazzo Ducale il 22 e 23 giugno; l'ambizione nostra e degli altri promotori è di farne un appuntamento annuale per analizzare e discutere il processo di integrazione europea. Al tema dell'Europa sono dedicati sia l'editoriale firmato da Tito Boeri sia il Dossier di questo numero della rivista. Il programma dettagliato dei lavori e dei partecipanti si trova a pagina 158. Fra i relatori più noti, ricordiamo qui i neoministri dell'Interno e degli Esteri Giuliano Amato e Massimo D'Alema, il vice presidente del Parlamento...

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  • n.4 maggio 2005

    “German groups shun Russia”, titolava il “Financial Times“ dell’8 aprile scorso. L’articolo spiegava che i dubbi sulle reali intenzioni riformatrici di Vladimir Putin stanno determinando la stagnazione degli investimenti diretti, mentre il totale degli investimenti tedeschi è addirittura in regresso. Le perplessità sulle prospettive della nuova Russia sono un dato che accomuna oggi l’Europa agli Stati Uniti, come si è visto nell’ultimo vertice tra Bush e Putin a Bratislava. Per questa ragione abbiamo dedicato il Dossier di questo numero alla Russia, chiedendo ad autorevoli esperti di varie discipline (da Piero Sinatti a Fernando Orlandi, da Olga Annushkina ad Anna Zafesova, da Sergio...

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  • n.14 aprile 2007

    La scelta di Angela Merkel in copertina ha una doppia motivazione: la prima, come recita anche il titolo (Clima? I care), discende dal ruolo svolto dal Cancelliere tedesco nell’adozione del primo, consistente piano europeo di riduzione delle emissioni inquinanti; la seconda motivazione è relativa al rilancio dell’Unione Europea a 50 anni dalla sua costituzione. Ai due aspetti sono rispettivamente dedicati il Dossier (con contributi di Donato Speroni, Fiorella Kostoris, Marzio Galeotti, Antonio Barbangelo, Noè Van Hulst, Simone Cofferati) e l’editoriale di Renato Ruggiero, stretto collaboratore del governo Prodi in materia. Al di là delle pur necessarie valutazioni di merito sui due...

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  • n.36 giugno 2011

      Non era facile, a distanza di settimane, occuparsi del Giappone con qualcosa di nuovo. Ma non potevamo schivare una tragedia così grande e abbiamo puntato sul racconto in presa diretta di tre reporter coraggiosi, curiosi e attendibili: Stefano Carrer, Simone Pieranni e Diana Santini. I loro reportage costituiscono l’ossatura del dossier di questo numero, che comprende anche un’intervista a Pippo Ranci, economista, docente universitario e, soprattutto, ex garante per l’Energia in Italia, e un’analisi delle relazioni fra Cina e Giappone dopo lo tsunami e dopo Fukushima. Come sempre ricca l’offerta sull’Europa centrorientale, in particolare sulla situazione finanziaria delle famiglie dopo...

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  • n.12 dicembre 2006

    Detto molto semplicemente: la laicità non è un’altra religione. La laicità è una filosofia e un metodo, una precondizione che lascia liberi di credere o non credere, di praticare una fede o un’altra. E che può consentire alle stesse religioni di confrontarsi e dialogare anziché combattersi (“Deus vult”) per la supremazia dell’una sull’altra. Detto altrimenti: libera Chiesa in libero Stato. In questo modo di intendere la laicità si riconoscono ovviamente i laici ma anche molti credenti “illuminati”. Come Enzo Bianchi, per esempio, fondatore e priore della Comunità di Bose, autore di due libretti controcorrente: La differenza cristiana (Einaudi) e Ero straniero e mi avete accolto (Rizzoli)....

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  • n.35 aprile 2011

    Questo numero della rivista chiude senza alcuna certezzasull’evoluzione della guerra in Libia. Ma non potevamo certo esimerci dal tentare un approfondimento su quanto sta avvenendosulla sponda Sud del Mediterraneo. Lo abbiamo fatto chiedendo a giornalisti ed esperti di andare oltre la quotidianità e di offrirci una visione di prospettiva. I fatti diranno se abbiamo visto giusto o meno. Un grazie particolarmente sentito, dunque, a Ugo Tramballi, inviato del Sole24Ore, che apre il Dossier enucleando i nodi strategici della rivoluzione in atto nel Nordafrica e nel Medio Oriente ; a Anthony Dworkin, dell’European Council on Foreign Relations, che ha cercato di descrivere la politica europea...

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  • n.11 ottobre 2006

    Lavorare più a lungo, lavorare diversamente. L’ageing society è un problema esploso in tutto il mondo. Un problema che, come notava “The Economist” qualche tempo fa, sta mettendo a dura prova le politiche di bilancio e di welfare di tutti gli Stati del mondo. Una cosa è certa: non basta un maggior rigore nella spesa previdenziale. La chiave di volta sta nel rendere socialmente produttivi gli anziani. Nel Dossier di questo numero di east, basato su studi e ricerche Ocse e Onu e curato da Donato Speroni e Simone Cofferati, si affronta il problema da vari punti di vista e, soprattutto, si riportano le esperienze più significative fatte in Europa e nel mondo. Tiziano Treu, giurista di fama,...

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  • n.34 febbraio 2011

    Gli straordinari contributi di analisi scientifica dell’Istituto Levada di Mosca diretto da Lev Gudkov, pubblicati in esclusiva da east, si arricchiscono di una nuova ricerca. Sotto esame, questa volta, è il modo in cui il mondo ex sovietico guarda all’Occidente. Accanto alla verifica di atteggiamenti del tutto prevedibili (la mitizzazione dell’efficientismo occidentale, per esempio), colpisce un diffusa animosità, anche fra i giovani, tipica di chi si ritiene ingiustamente penalizzato dalla propria arretratezza. Il Dossier di questo trentaquattresimo numero della rivista, tuttavia, è dedicato alla Cina. Un tema sterminato, ovviamente, ma con l’obiettivo di mettere a fuoco tre aspetti: la...

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  • n.33 dicembre 2010

    I lettori di east sanno che la rivista non è mai andata alla ricerca del facile effetto e del piagnisteo mediatico: le brutture del mondo globalizzato sono sempre state affrontate con sobrietà, puntando all’intelligenza e alla ragione dei lettori piuttosto che alla loro pancia. Ma ci sono tuttavia situazioni limite in cui è difficile mantenere le distanze. Quella delle bambine operaie-schiave del sumangali, nell’India del Sud, è una di queste. Pur essendo illegale dal 1961, in India persiste tuttora la consuetudine della dote, secondo la quale le ragazze devono offrire alla famiglia del futuro marito una rilevante somma di denaro. Nei villaggi le famiglie, già povere, non sono in grado di...

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  • n.13 febbraio 2007

    Sfogliando questo numero di east, i lettori si accorgeranno subito di due cose. La prima è che tutta la rivista è stampata a colori. La seconda è che abbiamo abbondantemente sfondato il muro delle 200pagine. Sono entrambi segnali di uno stato di salute soddisfacente. La rivista guadagna consenso e rispetto negli ambienti della cultura, dell’economia, della politica e dell’informazione. Le vendite sono stabili inedicola, dove il meccanismo trainante è quello, assai costoso, della pubblicità, ma crescono in libreria e soprattutto in abbonamento. Da qui la scelta di passare al ”full colour” e di non sacrificare contenuti lesinando sulla carta. Sono molti gli esempi che vanno in tale...

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  • n.8 marzo 2006

    È stato un impegno notevole, soprattutto per la carenza e la disomogeneità dei dati di partenza, ma alla fine Daniele Castellani Perelli, Vittorino Ferla, Dennis Redmont ed Ennio Remondino sono riusciti a disegnare per east la prima mappa del potere massmediatico in Europa, con particolare riferimento all’Europa centro-orientale (vedere il Dossier a pag. 97) Una mappa critica, ovviamente, perché non è possibile limitarsi a descrivere il sistema dei media degli ex Paesi comunisti senza cercare di valutarne la trasparenza, l’efficacia e il grado di autonomia dai poteri costituiti. A nessuno può sfuggire che questa è una questione chiave nel processo di costruzione di un’Europa dei popoli e...

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  • n.32 ottobre 2010

    Dove va la Turchia? Viene verso l’Europa o sta per essere risucchiata dal mondo islamico? E che tipo di Islam sarà quello turco, moderato e dialogante come lo è oggi quello di Erdogan o pericolosamente simile a quello iraniano e pakistano? Questi interrogativi si rincorrono e si accavallano da mesi nelle diplomazie occidentali e nel mondo dei mass media. Prima e dopo il referendum costituzionale del 12 settembre. La risposta di un analista turco di grande lucidità ed esperienza come Soli Ozel è che i timori occidentali sono in gran parte infondati. Per Ozel la Turchia, che sta crescendo a una velocità tripla rispetto ai Paesi europei, sta semplicemente cercando di svolgere un ruolo...

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  • n.7 dicembre 2005

    L’Europa delle istituzioni e della politica arranca alla ricerca della propria identità e del proprio ruolo nella globalizzazione? Certamente sì, come spiegano in questo numero della rivista Franco Botta e Fabrizio Coricelli. Ma c’è anche un’altra Europa, quella delle imprese e dei mercati, dei giovani che partecipano ai programmi Erasmus e dei sindacati, del volontariato e della sussidiarietà. Quest’altra Europa, meno conosciuta e meno eclatante, non si pone più il problema dell’identità e dell’unità nei termini shakespeariani del “to be or not to be?”. Questa Europa sa che indietro non si torna. E va avanti. Come scrive Dieter Rampl, presidente di UniCredit-Hypovereinsbank, il gigante...

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  • n. 31 luglio 2010

    Con questo numero east si spinge anche a Sud, nel Sudafrica di Nelson Mandela con un articolo di Wojciech Jagielski enel Burkina Faso, laboratorio di coesistenza fra etnie e religioni diverse, con un reportage di Donata Columbro. Si tratta di una novità in termini di contenuti che ne accompagna un’altra di carattere più strutturale: il passaggio a sei numeri l’anno anziché cinque. I risultati ci diranno se è stata una scelta giusta oppure no. Il carattere sperimentale di questo numero della rivista è dato anche dal fatto che abbiamo puntato su reportage e racconti di viaggio, mantenendo soltanto le rubriche di lettura (Cose dell’altro mondo e Libri). Abbiamo inoltre acquistato –ed è la...

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  • n. 30 giugno 2010

    Dunque l'Europa si è fermata a mezzo metro dal baratro.A metà maggio, sotto gli assalti della speculazione finanziaria internazionale, la classe politica ha finalmente rotto gli indugi e ha fatto quello che avrebbe dovuto e potuto fare mesi prima, quando la Grecia non faceva ancora paura a nessuno. L'importante è che, passata la paura, tutto non ritorni come prima. Se c'è una cosa certa, in un mondo globalizzato che produce incertezze di ogni genere, è che l'Europa ha un ruolo e uno spazio soltanto se riesce a far fare un salto di qualità alla propria governance. Al tema dell'euro e alle sue prospettive è stato ovviamente dedicato il Dossier, con articoli di Paolo Savona, Ulrike Guérot,...

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  • n. 28 febbraio 2010

    In Iran si continua a morire per un'idea di democrazia che non sarà forse maggioritaria ma che coinvolge strati sempre più ampi della popolazione. In Cina Google minaccia di andarsene per non fare harakiri  sottoponendosi a censura. In Afghanistan i talebani non smettono di ricattare le famiglie che vogliono mandare a scuola le loro bambine. In Angola gli oppositori del regime si fanno pubblicità prendendo a mitragliate il pullman della squadra del Togo. Sono soltanto esempi tratti dalla cronaca più recente. La violenza politica, la negazione dei diritti fondamentali della persona, la repressione ottusa di qualsiasi forma di dissenso critico e di opposizione sociale e politica sembrano...

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  • n. 27 dicembre 2009

    Se ne discute da qualche anno ma, dopo la grande crisi mondiale innescata dai mutui subprime,la riflessione sulla adeguatezza o meno del Pil (Prodotto interno lordo) nel misurare il benessere delle persone e delle nazioni ha subito una forte accelerazione. Il mese scorso a Sadun, in Corea, si è svolto un convegno che ha cercato di gettare le basi per nuove metodologie di calcolo del reddito e della qualità della vita. Per east ha seguito il convegno Donato Speroni, a cui è stato affidato il coordinamento del Dossier. Ampio spazio su questo numero della rivista alla Russia di Medvedev e Putin, tornata protagonista sulla scena mondiale. Ce ne occupiamo toccando vari aspetti: Natalija...

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  • n.26 ottobre 2009

    Sono 120 le minoranze etniche ufficialmente riconosciute in Russia. In Cina, invece, sono 50. La gran parte di esse si trova in Asia, ai confini tra i due ex imperi comunisti. Negli ultimi anni le rivendicazioni di questi gruppi – a volte anche violente – hanno creato seri problemi di governancepolitica a Mosca come a Pechino.  east ha cercato di disegnare per la prima volta una mappa dettagliata delle minoranze asiatiche.Rimandiamo i lettori agli articoli di Fernando Orlandi e di Claudia Astarita. Prosegue,anche su questo numero della rivista, la riflessione sulla caduta del Muro di Berlino a cui avevamo dedicato il Dossier del numero 25. A occuparsene, questa volta, sono due studiosi...

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  • n.25 giugno 2009

    Ai primi di maggio il parlamento della Repubblica Ceca ha votato in favore del Trattato di Lisbona, ma il presidente pro tempore dell'Ue, l'euroscettico Vaclav Klaus, si è rifiutato di sottoscrivere la decisione. Non intendiamo entrare nel merito né criticare tale scelta. Anzi, riconosciamo che si tratta di un atto legittimo e rispondente alle norme e ai regolamenti vigenti nell'Europa allargata. Il punto è un altro: possiamo, come europei, non indignarci e ribellarci di fronte a una situazione ridicola e umiliante come questa? Possiamo continuare a subire in nome di un unanimismo di facciata, i capricci e il doppiogiochismo di Paesi come l'Irlanda ieri e come la Repubblica Ceca oggi,...

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  • n.24 aprile 2009

    Forse il XX secolo non è finito nel 1999, ma nel novembre 1989, con la caduta del Muro di Berlino. Da quella data il mondo non è più stato quello di prima. Con il muro sono crollate le grandi ideologie che il Novecento aveva ereditato dal secolo precedente e hanno cominciato a perdere terreno i partiti e i movimeti di massa che a quelle ideologie si ispiravano. Una parte significativa dell'Europa riconquistava autonomia e libertà. L'Occidente capitalistico, ormai privo dello storico "nemico" esterno, il Comunismo, si lanciava in una globalizzazione caratterizzata - come si è visto in seguito - da una sostanziale mancanza di regole. Con tutto quello che ne è derivato sul piano economico e...

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  • n.23 febbraio 2009

    Ci sono due temi a cui nemmeno una rivista bimestrale come east può sottrarsi: l'interminabile guerra tra palestinesi e israeliani e le conseguenze sull'economia reale della crisi finanziaria innescata dai mutui sybprime. Sul primo tema, ospitiamo un editoriale di Massimo Cacciari e un'intervista a Avraham Burg, l'intellettuale che, insieme ad Abraham Yehoshua e Amos Oz, ha fondato il movimento Hatnua Hahadasha. L'intervista è di Marina Gersony. Sul secondo tema pubblichiamo un dossier che analizza in particolare le conseguenze della crisi sul versante asiatico. E cioè: come hanno reagito le economie di Cina ed India, quali le conseguenze sui loro tassi di sviluppo, in che cosa cambierà...

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  • n.22 Dicembre 2008

    Che la grande crisi innescata dai mutui subprime segni la fine di un’epoca è ormai evidente a tutti,anche ai più strenui difensori del liberismo. George Soros, uno dei finanzieri più celebrati e spregiudicati del mondo, ha parlato della necessità di apportare correttivi al “capitalismo sfrenato”degli ultimi vent’anni.Ma se è relativamente chiaro quello che abbiamo alle spalle, non è affatto chiaro quello che ci aspetta “dietro l’angolo”.A che cosa preludono le nazionalizzazioni di alcune banche americane e inglesi e le iniezioni di capitale pubblico in quelle francesi,tedesche,italiane? Che modello di sviluppo ha in mente il nuovo presidente americano Barack Obama quando parla,per...

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  • n.21 ottobre 2008

    Il blitz militare della Georgia in Ossezia e la pesante risposta armata della Russia hanno rischiato di portare indietro di molti anni le lancette della storia. Crisi risolta? Non ancora e non definitivamente, almeno nel momento in cui ne scriviamo.Al tema east dedica due articoli, un editoriale di Sergio Romano e un’ampia riflessione di Piero Sinatti. Entrambi gli autori partono dalla considerazione che l’informazione sulla Russia di cui dispone l’opinione pubblica occidentale è spesso carente e faziosa. È un approccio forte e non conformista, destinato a far discutere. Che è esattamente quello che serve in un mondo in cui la concentrazione e la manipolazione delle fonti rischia di...

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  • n.20 giugno 2008

    Il tema delle migrazioni e delle politiche per affrontarle occupa anche in questo numero della rivista un numero cospicuo di pagine. Si veda il Dossier con gli articoli e le interviste di Anna Iara, Andrzey Bratkowski, Donato Speroni, Matteo Ferrazzi, Josè Luis Rhi-Sausi, Fabrizio Coricelli, Elena Fenili e Francesca Nenci. Di migrazioni, d’altronde, si discute nella terza edizione del Venice Forum (12 e 13 giugno), di cui daremo ampia sintesi nel prossimo numero. Strettamente connesso, il tema della globalizzazione e di come “governarla” affrontato da Renato Ruggiero nell’editoriale. Sulla Russia, si segnala il contributo di Piero Sinatti che cerca di anticipare gli scenari dei rapporti...

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  • n.19 aprile 2008

    Dopo le elezioni presidenziali, che hanno visto la netta vittoria di Dimitrij Medvedev, la Russia punta sulle “quattro i”. La prima “i”, come scrive Piero Sinatti nel suo articolo, sta per gli Istituti dell’amministrazione e dell’economia da rinnovare. La seconda sta per Infrastrutture. La terza per Innovazione. La quarta, infine, sta per gli Investimenti da fare, sia da parte dello Stato sia da parte del settore privato. Sono queste le quattro riforme strutturali che il nuovo tandem Medvedev-Putin intende realizzare per ridare slancio e ruolo alla Russia. Fernando Orlandi analizza invece “Quel che resta dell’Armata Rossa”, ovvero cerca di spiegare che cosa c’è di credibile nei ricorrenti...

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  • n.18 febbraio 2008

    Il Pianeta ha assoluta necessità di global governance. Per riequilibrare uno sviluppo che continua a penalizzare il Sud del mondo, per arginare la tendenza al degrado dell’ambiente, per gestire crisi finanziarie come quella dei subprime, per incanalare i grandi flussi migratori, per ripensare a una morale pubblica e privata che tenga conto delle acquisizioni e delle potenzialità della scienza… Sennonché, quanto più l’opinione pubblica prende coscienza del problema, tanto più la soluzione sembra allontanarsi per la miopia e l’inconsistenza di tanta parte della classe dirigente politica mondiale. Che fare? Donato Speroni, James M. Boughton e Colin I. Bradford cercano di rispondere a questa...

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  • n.17 dicembre 2007

    Dieci anni fa la crisi delle borse asiatiche. Fu uno shock salutare,che insegnò molte cose sia alle Borse delle famose Tigri sia a quelle occidentali. Che cosa è cambiato e come si configura oggi la finanzia asiatica? È il tema del Dossier di questo numero, coordinato da Stefano Chiarlone, a cui hanno contribuito Giovanni Adornino, Giovanni Ferri, Marco Lossani e Michael Plummer. Sullo sfondo, lo scenario dei nuovi equilibri mondiali tratteggiato dall’economista Mario Deaglio in un’ampia intervista a commento del rapporto 2007 del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi. Titolo del rapporto: A cavallo della tigre. Naturalmente. L’Europa , com’è e come sarà, è invece il tema del...

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  • n.16 ottobre 2007

    Come sarà il Mondo nel 2015? Un team interdisciplinare di esperti dell’Onu ha tentato di rispondere alla domanda. I risultati del lavoro – da prendere con le pinze, ovviamente, come è giusto fare con tutte le proiezioni – vengono illustrati da Donato Speroni nel servizio di apertura della rivista, a pagina 8. Si scopre, tra l’altro, che i parametri con cui erano stati definiti i Millennium Goals non sono più ritenuti soddisfacenti. Manca, per esempio, qualcosa capace di misurare come varia il grado di “felicità” delle persone. La copertina è dedicata a un tema politico e strategico di grande attualità: lo stato dei rapporti tra Usa e Russia. Le cronache di questi mesi hanno fornito...

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  • n.15 giugno 2007

    I loro nomi non dicono molto al grande pubblico,come diceva poco quello della giornalista scomoda Anna Politkovskaja prima di essere assassinata. Ma sono sempre di più nel mondo i casi in cui l’opposizione a regimi dittatoriali vede in prima fila le donne.In questo numero di east, Farian Sabahi, giornalista iraniana che vive e lavora in Italia, ha ricostruito insieme ad Anna Vanzan quattro profili  relativamente nuovi di “donne contro”.Sono Salma Hadad,medico e professore universitario a Baghdad;Tahira Bilquis, avvocatessa pakistana; Salima Ghezzali, giornalista algerina, e Noushin Khorassani, saggista iraniana.Le loro storie si commentano da sole. Il tema dei diritti politici e umani in...

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