Luglio/Agosto 2016

IL NUOVO MEDIOEVO

Dal 1 luglio in edicola, in libreria e in digitale il nuovo Eastwest

Copertina

Eastwest dedica il suo Forum annuale all’Europa del futuro, unica chiave per pensare anche un futuro dell’Europa altrimenti destinata a diventare collezione di ghetti, orticelli, e occasioni perdute.

Per citare i bei pensieri della deputata inglese Jo Cox: un’Europa irrorata dalle energie di tutti coloro che vedono in essa un motore di vita e sviluppo piuttosto che moribonda roccaforte da difendere senza speranza.

L’oscurantismo dilaga, ma speriamo risvegli gli spiriti più luminosi, che East Forum vuole celebrare a Roma il prossimo 14 luglio.

Europa

Javier Solana è protagonista di un’intervista dedicata al nuovo ciclo che può rilanciare l’Unione Europea della seconda modernità, del terzo millennio.

Le democrazie nazionali sono in affanno e producono instabilità politica, all’est come all’ovest.

Nessun leader nazionale può riempire il vuoto di potere che sta mettendo a rischio la pace e lo sviluppo economico in Europa e dei suoi vicini.

Le porte si chiudono e i muri si alzano soprattutto nella testa di chi non sa leggere il cambiamento e si chiama fuori dalla storia e dall’evoluzione.

Mondo

Anche al Medio Oriente vanno stretti i confini progettati dai ‘vincitori’, a tavolino, cento anni fa.

Non c’è soluzione storica all’interno di queste frontiere. Anche l’equilibrio di ferro garantito dall’oro nero vacilla oggi.

Il dualismo tra ricchezza e povertà detta legge. Nell’isola di Hispaniola, nella penisola coreana, in Africa, dove si affrontano le grandi potenze di tutto il mondo: Giappone e Cina, Iran e Arabia Saudita.

Dossier

Al mondo manca forse un nuovo ‘sogno americano’ e l’andamento delle recenti primarie ne allontana il possibile annuncio rimandato, forse, ai prossimi Anni 20 del Terzo Millennio.

Provaci ancora, America.

ARTICOLI SELEZIONATI

Leggi alcuni degli articoli di questo numero in versione integrale

TUTTI GLI ARTICOLI


Gli articoli in questo numero.

A giugno gli Svizzeri (78%) hanno detto “no” all’introduzione di un reddito di base mensile per tutti, dalla nascita al decesso, per consentire di vivere in modo dignitoso.

Un muro ci salverà? Sembra essere questa la domanda più in voga ultimamente in alcuni paesi europei... E il dramma è che spesso la risposta è sì!  

La cosiddetta “seconda modernità” richiede una coscienza cosmopolita più sviluppata di quella oggi maggioritaria e la democrazia non consiste solo nell’andare a votare a scadenze regolari.

La crisi dei migranti rafforza l’euroscetticismo nei paesi dell’Europa dell’Est che devono prima di tutto assicurare una buona qualità di vita ai loro cittadini.

La migrazione è un fenomeno demografico globale e permanente, che interroga e richiede autorità e politiche sovranazionali, illuminate dalla capacità di vedere oltre le cicliche emergenze.

In un momento in cui le frontiere vacillano, l’Unione europea rilancia Frontex per garantire la tenuta dei confini esterni.

PRIMA PARTE: Cosa viene utilizzato delle infrastrutture esistenti? Non abbastanza! Viaggio tra i gasdotti interrotti. Cosa manca per un vero mercato europeo del gas.

TELEFONIA - Scendono ancora le tariffe del roaming in attesa dell’abolizione.

L’anima confederale e quella federalista, Consiglio e Commissione Ue, davanti a sfide su politica estera, migrazioni, unione bancaria, energetica, devono superare una diarchia paralizzante.

L’Europa periferica tenta di risollevarsi: l’Irlanda di Enda Kenny torna ad essere la “tigre celtica” ed è davanti a tutti. Nasce l’era del post-austerity.

Manomettere Schengen non rafforza le frontiere. C’è bisogno di maggior cooperazione tra gli Stati membri per risolvere la questione migratoria.

Un risanamento tra Occidente e Russia è necessario e il suo ritardo provoca pericolosi focolai fuori controllo. L’Ue è chiamata a un protagonismo che non riesce o ha paura di avere.

Promotrice della cultura del benvenuto, la Merkel ha aperto le porte dell’Unione europea ai rifugiati. L’Austria invece frena con la chiusura del Brennero.

L’indeterminatezza politica, l’odio contro l’élite, la lotta alla corruzione e il nazionalismo dichiarato divide l’Est tra populisti e liberali.

Il Paese sembra sospeso in un limbo, ancora in attesa di una vera tregua con la Russia e delle grandi promesse di Petro Porošenko.

L’ESC è forse l’unico spettacolo televisivo realmente europeo. In gara un cantante per ogni paese e la vittoria è decretata dal televoto.