Marzo/Aprile 2016

IL RITORNO DEGLI AYATOLLAH

Dal 1 marzo in edicola, in libreria e in digitale il nuovo Eastwest!

Copertina

Dopo quasi 40 anni di isolamento internazionale l’Iran degli ayatollah torna sui mercati e sullo scacchiere diplomatico globale, potenziale partner strategico dell’Occidente per la gestione delle crisi mediorientali. La ‘riabilitazione’ del regime sciita non è priva di contraccolpi sugli equilibri regionali. L’arcipelago Islam analizzato da vari punti di vista.

L’Unione europea deve ritarare la bussola per affrontare le burrasche che imperversano all’orizzonte. Spetta ancora alla Nato difendere le frontiere dell’Unione? La risposta è urgente...

Europa

Protagonista italiana ed europea, Emma Bonino affida in esclusiva a Eastwest valutazioni inedite e approfondite sull’Unione europea, i suoi leader e le sue frontiere. Primo piano sul sistema produttivo e finanziario della locomotiva tedesca, robusta ma non perfetta. Esplode il multipolarismo nella Spagna della generazione nata nella democrazia.

Mondo

E’ partita la grande macchina delle primarie americane, Hillary e Trump sembrano destinati allo scontro frontale, anche se non si escludono sorprese.

Ankara e Teheran rivaleggiano in Medio Oriente mentre il giovane Saud punta i piedi.

La fragilità degli stati africani.

Dossier

La nuova frontiera del Sultano e la complessa geopolitica di un ex impero che appare oggi epicentro di tutte le crisi e di tutte le possibili soluzioni delle crisi. Una responsabilità forse troppo pesante per Erdogan che, sollecitato da mille tempeste, sembra deciso a tornare al primo ‘amore’ kemalista, l’ossessione curda.

 

 

ARTICOLI SELEZIONATI

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Gli articoli in questo numero.

Come si fa a non considerare il ritorno degli Ayatollah sulla scena delle nazioni civili come la migliore notizia dell'ultimo anno? Per il momento, le Cassandre israeliane e repubblicane "made in US" hanno avuto torto. Sui media di mezzo mondo, si sono sprecate le previsioni più nere già sui risultati dell'indagine dell'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), che da queste pagine avevamo invece con largo anticipo previsto avrebbero dato esito positivo.

 

Ci si oppone all’intervento militare contro Isis, perché nessuno sa cosa fare dopo. Facciamo chiarezza su un paio di punti: il conflitto religioso intra-islamico, da un lato; la nuova classe dirigente iraniana, protagonista del futuro della regione, dall’altro.

L’origine del jihadismo risale agli anni Venti, epoca di visioni totalitarie non solo nel mondo islamico. Per varie ragioni storiche esplode veramente negli anni Duemila e si alimenta delle forze che lo vogliono contrastare.

I tre giganti sunniti, Arabia Saudita, Egitto e Turchia, sono una fonte in più di preoccupazione oltre al conflitto tra Iran e regno wahhabita. E non solo per la loro politica estera.

Le ragioni storiche, religiose e geopolitiche che destabilizzano l’equilibrio mediorientale.

Il ritiro degli Usa dallo scenario mediorientale non è solo legato al petrolio. Ragioni economiche e politiche spiegano un cambio di prospettiva.

Svezia e Danimarca sospendono Schengen

Dopo Germania, Austria, Norvegia e Francia anche Svezia e Danimarca hanno ripristinato i controlli alle frontiere.

A Parigi, 195 nazioni si sono riunite per siglare un accordo che limiti il riscaldamento climatico. La sfida è colossale: salvare il Pianeta.

L’Ue vacilla (anche) di fronte alla minaccia del terrorismo. A rischio uno dei valori cardine: la libertà di circolazione delle persone.

A luglio si terrà a Varsavia il vertice Nato. Sarà l’occasione per dimostrare di essere pronta a difendere gli Stati membri da ogni minaccia, da ogni direzione.

La Grande Alleanza sembra mantenere a fatica il passo con una realtà in continuo movimento, interessata a espandersi geograficamente senza mutare le sue strategie politiche e militari.

La reputazione del sistema finanziario tedesco è in gioco. Per fare concorrenza agli Americani e frenare il calo del rating è necessaria una governance meno influenzata dalla politica.

Lo scandalo delle emissioni potrebbe intaccare l’immagine dell’intera Europa.

Il Paese iberico dopo le ultime elezioni attraversa una fase inedita nella sua recente storia. Una “nuova politica” avviata verso un pluralismo impensabile per la generazione nata con il franchismo.

Papa Bergoglio è sempre più determinato a promuovere l’armonia interecclesiale attraverso il dialogo con Mosca senza trascurare gli interlocutori del Medio Oriente.

All’Unione europea interessa promuovere la pace, la stabilità e la prosperità ai suoi confini. La politica di vicinato è morta ma dovrà risorgere.