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La Nuova Europa: Migrazioni, Integrazione
e Sicurezza

L’East Forum 2016 affronterà il tema de “La Nuova Europa: Migrazioni, Integrazione e Sicurezza”. Il focus sarà sulla crisi dei migranti, la principale sfida che oggi il Vecchio Continente si trova ad affrontare. Sfida a sua volta foriera di altre sfide: quella dell’integrazione sociale dei nuovi arrivati, come anche quella della sicurezza da garantire sul territorio europeo – soprattutto a fronte della minaccia terroristica di stampo islamico.

Nel contempo, la crisi in corso sembra mettere a rischio il futuro del processo di integrazione europea: sarà l’Europa capace di una risposta efficace – e quindi unica – a sfide di dimensione globale, o le forze centrifughe nazionaliste prevarranno frammentando il Continente in difesa di una sovranità ormai fuori dal tempo?

I migranti costituiscono oggi il 3% circa della popolazione mondiale. Il fatto che negli ultimi 100 anni il numero complessivo di migranti sia aumentato,è dovuto principalmente a due ragioni: è quadruplicata la popolazione mondiale, e, sin dal ‘900, il numero di Paesi è passato da 50 a oltre 200, con il conseguente proliferare della quantità di frontiere.

Concentrando l’attenzione sull’Europa, è incontestabile che il Vecchio Continente stia oggi affrontando una crisi migratoria e di rifugiati senza precedenti.

La maggior parte degli arrivi proviene dal conflitto siriano. Tuttavia, le violenze in Afghanistan, Pakistan e Iraq, come la povertà in Kosovo, Albania o in Eritrea, e il terrorismo in Nigeria, stanno contribuendo ai numeri di un vero e proprio esodo biblico.

Data la sua posizione geografica, la Grecia è l’area più esposta alla migrazione irregolare. Mentre la Germania è il Paese che ha ricevuto il numero più alto di richieste d’asilo nel 2015, è l’Ungheria ad aver ricevuto il più alto numero di nuove richieste in relazione alla propria popolazione.

In generale, la risposta dell’Europa alla crisi è stata, ad oggi, frammentaria e inefficace. Il piano votato nel settembre 2015 dai Ministri dell’interno dell’UE per alleviare la pressione sugli Stati più colpiti dagli arrivi, distribuendo i migranti in altri Stati membri sulla base di quote obbligatorie ad oggi è rimasto sostanzialmente lettera morta. Allo stesso tempo, non si è ancora riusciti a trovare un accordo per la revisione delle regole di Dublino. C’è poi l’accordo concluso a metà marzo dall’Unione Europea con la Turchia, con l’obiettivo di ridurre il numero di migranti provenienti in Grecia dal territorio turco, in cambio, principalmente, di un pacchetto di complessivi 6 miliardi di euro e di impegni politici presi dall’Europa (compreso il rilancio del processo di adesione della Turchia alla UE). Accordo che, oltre ad aver sollevato le critiche feroci di ONG e molti addetti ai lavori nonché la contrarietà di alcuni Governi UE, rischia di incontrare molti ostacoli in fase di implementazione.

A complicare questo quadro si aggiungono alcune iniziative nazionali: su tutte la reintroduzione unilaterale da parte di vari Stati membri di controlli ai propri confini. Iniziativa che, limitando la libertà di movimento dei cittadini, costituendo un ostacolo per l’economia europea ed alimentando atteggiamenti populisti e nazionalisti, può considerarsi il principale problema politico oggi per l’Europa.

Un’ulteriore difficoltà è dovuta all’intrecciarsi delle risposte da dare alla crisi migratoria con le misure da mettere in campo per contrastare il terrorismo islamico al fine di garantire la sicurezza dei cittadini europei.

L’East Forum 2016 intende affrontare questi temi, mettendo in evidenza le straordinarie opportunità che l’Europa ha davanti, sotto molteplici punti di vista: politico, sociale, economico, demografico. La convinzione di fondo che guiderà i lavori del Forum è che l’Europa è dinanzi ad una sfida che avrà un impatto decisivo e di lungo termine sul suo futuro e sul suo ruolo nel mondo: una nuova Europa sarà definita dalle risposte che verranno date alla crisi in corso.